Esito voto. Pretese e veti dei partiti. Ingovernabilità? No

Moderatore: vincenzo vanda

Esito voto. Pretese e veti dei partiti. Ingovernabilità? No

Messaggioda vincenzo vanda » 31/03/2013, 18:41

Avevo suggerito a Grillo, nel mio scritto “Elezioni politiche – Parole e Realtà – Pericoli e Opportunità” (pubblicato nel forum del mio blog http://www.civilsocietyleading.com) di non tramutare il movimento in partito politico, di non immettere, in proprio, nella competizione elettorale, il consenso raccolto nella società civile indignata, orientare piuttosto il voto degli aderenti al movimento in favore del PD - partito non esente da giuste critiche ma comunque l’unico prossimo per posizioni teoriche e non contrapposto come tutti gli altri – e realizzare con la società civile del movimento un corpo organizzato (aveva dimostrato di avere idee, mezzi, strumenti e finanze necessari) capace di porsi come “sindacato” nei confronti delle istituzioni politiche, oltre che in rapporto, con esse, di suggerimento, pretesa, osmosi e collaborazione esterna. Realizzare, praticamente, quella struttura, o comunque quella funzione, che avevo previsto nel mio libro “Dalle crisi ad un mondo migliore: con la società civile” pubblicato e liberamente scaricabile dal suddetto mio blog.
Era essenziale rimanere fuori dalle esistenti istituzioni politiche, perché se entri in quel sistema esistente non sei più movimento, comunque lo chiami diventi “partito”; non puoi più svolgere controllo sindacale sulla tua stessa azione che vi svolgerai all’interno, e se pretendi di continuare a farla e di ritenere i tuoi eletti semplici esecutori di ciò che una mente esterna dispone allora non solo mortifichi le menti di quegli eletti ma sottrai questi al sistema della democrazia e violi il principio costituzionale che prevede l’elezione “senza vincolo di mandato”.
Ma Grillo si è immesso nel sistema esistente e i problemi della contraddizione si sono già verificati, con reazioni di scomuniche e immissioni di controllori che, giustamente, hanno creato un brusio di disapprovazione da parte di eletti e di aderenti al movimento. Non c’è niente da fare: ormai gli eletti appartengono al Parlamento, devono muoversi secondo loro mente e coscienza nel sistema istituzionale e democratico oggi esistente e Beppe Grillo, e tutti gli aderenti non eletti, nei loro confronti possono solo operare come “società civile”, con azione di suggerimento, di collaborazione e di osmosi, che può anche diventare di sindacato, di pretesa e di interferenza, ma ciò solo se, quando e nei modi in cui innovazioni nel sistema istituzionale lo avranno accordato al movimento.
Ma Grillo ha preteso di dare ordini, che sono stati irremovibili nell’escludere appoggio a qualunque governo non formato da un incaricato grillino. Peccato: poteva dare una svolta positiva alla immissione del movimento nel sistema istituzionale lasciando gli eletti liberi di fare maggioranza con il PD, come richiesto da molti nel blog, naturalmente previ accordi di contenuti programmatici, che erano possibili, data la prossimità delle idee di base.
Invece, l’immissione è diventata come un cavallo di Troia, che, data la situazione in cui si versa, rischia di distruggere l’Italia, con ripercussioni anche internazionali, piuttosto che i partiti e le istituzioni politiche contestati. Ci sembra impossibile che Grillo voglia veramente solo distruggere. E comunque si può impedirlo.
Se è vero, ed è vero, che il PD e SEL sentono prossimità col M5S, tant’è che lo hanno inseguito, nonostante il persistente rifiuto, per formare una maggioranza di governo e lasciare la destra, di varia intensità, all’opposizione, allora il PD e SEL, vista l’irremovibilità di Grillo, possono ora fare ciò di cui stranamente non si sente parlare: come nel discorso di Maometto e della montagna, dire al Presidente della Repubblica che il PD e SEL sono disponibili, senza pretesa alcuna e senza veti di alcun genere, ad approvare un governo liberamente proposto da un incaricato del M5S.
Scandaloso? Sarebbe un cedimento inaccettabile? La mortificazione e la morte di PD e SEL?. Tutt’altro. La sinistra salverebbe l’Italia, evitandole la fine di Troia, dimostrando di sapersi gravare, per grande senso di responsabilità, del peso di una decisione difficile. Inoltre, metterebbe definitivamente ben dentro il sistema istituzionale esistente il M5S; sistema democratico parlamentare nel quale e col quale questo non potrebbe fare a meno di operare. E ancora, offrendo una fattiva collaborazione di maggioranza, eventualmente aiutata anche dai suggerimenti dei “saggi” incaricati dal Presidente Napolitano, la sinistra consentirebbe agli eletti del M5S di non smarrirsi per prevalente spirito di sola contestazione, o per inesperienza e impreparazione tecnica, e d’altra parte consentirebbe alla sinistra stessa di dare finalmente prova della effettiva volontà e capacità di realizzare tutti quei provvedimenti che finora ha molto declamato e poco attuato, relativi alle necessarie innovazioni istituzionali, al miglioramento dei meccanismi del sistema economico e di quello finanziario, alla eliminazione di conflitti di interesse di corruzione e di privilegi, nonché alla realizzazione di vera ed estesa giustizia sociale. E ancora, finalmente l’Italia verrebbe liberata dalla necessità di subire o addirittura concorrere ad emanare provvedimenti ed effettuare nomine nell’interesse personale di singola persona e la destra, spinta e c.d. moderata, finalmente potrebbe assumere una sana funzione di opposizione, nell’interesse collettivo. Insomma, questo “sacrificio” della sinistra avrebbe tutte le premesse per essere una soluzione stabile, duratura e positivamente operativa a tutto campo, oltre i provvedimenti urgenti della legge elettorale e delle innovazioni istituzionali.
Vogliamo buttare a mare tutti questi possibili sbocchi positivi, che porterebbero immediatamente l’Italia ad una rivalutazione internazionale, al calo rilevante dello spread, alla possibilità di richiamare dall’estero capitali di investimento, di riavviare la produzione, il lavoro, i consumi, e di porsi come esempio di capacità rigenerativa, di solidarietà collettiva e di proiezione innovativa verso un mondo migliore? Buttare a mare questa unica soluzione positiva rimasta e affondare l’Italia definitivamente? NO!
Allora, coraggio, PD e SEL muovetevi. E “rimbocchiamoci tutti le maniche”!
vincenzo vanda
Site Admin
 
Messaggi: 22
Iscritto il: 10/03/2011, 11:33

Torna a Dibattito su temi prestabiliti

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite

cron